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	<title>Chiese (nel territorio) &#8211; Visit Bevagna</title>
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	<description>Portale Turistico Istituzionale del Comune di Bevagna</description>
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		<title>Chiesa della Madonna della Pia</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/madonna-della-pia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 14:38:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In fondo alla discesa di Castelbuono saliamo per la salita del Trieno per arrivare alla piccolissima Chiesa romanica di Madonna della Pia. Rimaneggiata alla fine degli anni &#8217;60 la chiesa conserva al suo interno una pittura della Madonna con il Bambino. Molto caratteristica è la ampia sagrestia che funzionava fino ad alcuni anni or sono anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In fondo alla discesa di Castelbuono saliamo per la salita del Trieno per arrivare alla piccolissima <span class="titolettorosso">Chiesa romanica di</span> <span class="titolettorosso">Madonna della Pia</span>.<br />
Rimaneggiata alla fine degli anni &#8217;60 la chiesa conserva al suo interno una pittura della Madonna con il Bambino.<br />
Molto caratteristica è la ampia sagrestia che funzionava fino ad alcuni anni or sono anche come casa del sagrestano.</p>
<p>Mario Lolli</p>
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		<title>Chiesa della SS. Annunziata &#8211; Capro</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/capro-chiesa-ed-ex-convento-della-ss-annunziata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 14:24:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Uscendo da porta Cannara, si arriva a Capro, dove su di un’altura si trovano la chiesa ed il convento dell’Annunziata. Fondati da monaci benedettini di Sassovivo nell’XI secolo, nel 1078, secondo Candido Piatti, sulle rovine di una delle due rocche di Bevagna, come sostiene il Camassei, o di un munito castello sentinella avanzata di difesa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uscendo da porta Cannara, si arriva a Capro, dove su di un’altura si trovano la chiesa ed il convento dell’Annunziata. Fondati da monaci benedettini di Sassovivo nell’XI secolo, nel 1078, secondo Candido Piatti, sulle rovine di una delle due rocche di Bevagna, come sostiene il Camassei, o di un munito castello sentinella avanzata di difesa cittadina a quota 231 m, la chiesa, detta di San Savino o Sant Ansovino di Capro, ed il convento sono dipendenti dell’Abbazia di Santa Croce di Sassovivo e nel 1138 da papa Innocenzo II posti sotto la protezione della Sede Apostolica.</p>
<p>Nel 1223 il monastero, come i principali monumenti della città di Bevagna, viene distrutto da Federico II.</p>
<p>L’Alberti ricorda una controversia tra il vescovo di Spoleto e l’Abbazia di Sassovivo relativa alla pertinenza della chiesa, per cui nel 1255 si giunge ad un accordo, confermato da Alessandro IV: la chiesa e la parrocchia ottengono la dipendenza del monastero di Sant’Apollinare di Sambro presso Collemancio con l’obbligo di versare annualmente 100 soldi alla cattedrale di Spoleto. Il luogo viene poi governato da un priore e dai Monaci Antichi di Sassovivo fino al 1439; abbandonato dai benedettini, nel 1487 il cardinale Marco Barbo, abbate commendatario di Sassovivo, con il consenso di papa Innocenzo VIII, (la bolla si conserva nell’archivio di Santa Maria degli Angeli) dopo aver concesso la chiesa e gli orti annessi ai PP. Minori Osservanti di San Francesco a Bevagna, autorizza l’apertura del convento, che prende il nome dell’Annunziata e trasferisce la cura delle anime alla chiesa di San Michele Arcangelo.</p>
<p>Gli stessi frati, otto anni dopo, all’ingresso della chiesa installano <em>quel mirabile portale, tutto sobrio e tutto umbro, che esprime i segni della continuità classica e rinascimentale nella stessa data che ricorre signorilmente spaziata lungo l’architrave: M 495!</em></p>
<p>Con il lascito di Bernabeo Pucciati di Bevagna e l’intervento del Comune nel 1495, come è inciso sul portale, la chiesa dell’Annunziata viene restaurata ed ospita inizialmente nove frati. Essa ha le caratteristiche tipiche delle chiese osservanti: la facciata, semplice nell’architettura, è adorna di mensole di cotto ed è preceduta da un portico di mattoni con sei archi. Per il terremoto del 1832 cadde l’intera volta, che è stata rifatta in gesso e camorcanne. Il campanile viene edificato nel 1706. Nella parte esterne della chiesa verso oriente vi era una cappella dedicata a Sant’Antonio Abate con due altari e nel 1746 viene restaurata con una spesa di due scudi e cinquanta baiocchi ma poi rovinò con il terremoto del 1832 e non fu più riedificata. La bussola della porta della chiesa, l’orchestra, l’organo, i quattro confessionali, la balaustra sono stati realizzati nel 1851-1853. Nella parte esterna del convento sono visibili le piccole finestre del 1490, che usavano i frati. L’interno della chiesa è di dimensioni ridotte ed è ad una sola navata.</p>
<p><em>La Chiesa, sebbene non molto grande, è bella, ed ornata di sette altari, assai propri. Vi sono buone pitture, e tra le altre quella di S. Sebastiano del Camassei (…). Ma soprattutto va ammirato il magnifico “Altar maggiore di terra cotta invetriata”, di bella architettura, che tra eleganti pilastri e ricca trabeazione presenta un quadro di circa due metri d’altezza e poco meno di larghezza, in cui è figurata ad altorilievo l’Annunciazione.</em></p>
<p>L’opera, risalente a circa metà del XVI secolo, dopo averla attribuita indebitamente al maestro Giorgio Andreoli, a Luca della Robbia, a Giovanni della Robbia, o Luca il Giovane, oggi si pensa sia opera del fiorentino Santi Buglione (1494-1576), che ha lavorato anche alla decorazione della volta di una cappella di San Francesco d’Assisi. Nel 1840 la terracotta viene verniciata, coprendone il valore artistico, che nell’agosto 1921 viene ripristinato, togliendo i colori sovrapposti con la lavatura a potassa.</p>
<p>Nella chiesa vi sono, come dice l’Alberti, sette altari: l’altare maggiore, quelli dedicati a Sant’Antonio di Padova, San Pietro d’Alcantera, San Sebastiano, San Tommaso, San Giuseppe e l’altare in pietra, di forma maestosa, detto del Crocefisso per un crocefisso ligneo del ‘500, attribuibile a Giovanni Tedesco, il quale lavorò per molti conventi osservanti tra Perugia e la valle reatina.</p>
<p>Intorno al Crocefisso si trova l’affresco del Fantino della fine del ‘500 o dei primi anni del ‘600, che raffigura la Madonna e i santi Giovanni e Francesco.</p>
<p>Del Camassei è anche il San Sebastiano, che si trovava nel coro della chiesa, esso è stato portato nella pinacoteca di Bevagna nel 1900.</p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong>Annarita Falsacappa, Giovanni Mariotti, Paolo Porzi</strong><strong> </strong><em><strong>– </strong>BEVAGNA GEMMA DEL PIANO. Immagini insolite e storie inedite – </em>Dimensione Grafica Editrice – 2013 –<em> pp. 203-214</em></span></p>
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		<title>Santuario della Madonna della valle</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/santuario-della-madonna-della-valle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 14:32:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per chi è di Bevagna ma anche di Gualdo Cattaneo e di altri paesi limitrofi il santuario della Madonna della Valle rappresenta un luogo di culto significativo e fino alla fine del 1980 vi veniva celebrata la messa ed era un santuario in cui si celebravano anche i matrimoni; inoltre il 1° maggio ci si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi è di Bevagna ma anche di Gualdo Cattaneo e di altri paesi limitrofi il santuario della Madonna della Valle rappresenta un luogo di culto significativo e fino alla fine del 1980 vi veniva celebrata la messa ed era un santuario in cui si celebravano anche i matrimoni; inoltre il 1° maggio ci si ritrovava con tutta la famiglia per assistere alla messa e mangiare all’aperto, immersi nel verde di una natura incontaminata ed in un bosco di querce e castagni.</p>
<p>Molte persone arrivavano a piedi da Torre del Colle, perfino da Bevagna e da Gualdo ed era l’occasione anche per fare una lunga passeggiata con gli amici. Quella del 1° maggio era una giornata particolare, rallegrata anche dalla banda, mentre davanti al santuario chioschi di venditori di porchetta si alternavano a bancarelle di giocattoli per la festa dei bambini, che giocavano a pallone davanti al portico della chiesa.</p>
<p>Il Santuario della Madonna della Valle, dopo gli ultimi lavori intorno agli anni settanta, è rimasto a lungo in stato di abbandono per l’incuria del tempo e soprattutto dopo il terremoto del 1997 che lo ha reso inagibile a causa delle numerose crepe che interessano tutta la struttura.</p>
<p>L’attuale Amministrazione Comunale ha inserito il Santuario in un progetto che prevede la sua ristrutturazione a partire dal 2019.</p>
<p>I lavori di messa in sicurezza sono già iniziati e a seguire ci sarà l’intervento di riqualificazione del Santuario, costruito negli anni trenta del 1900.</p>
<p>Padre Ignazio Gasparrini ci ha lasciato un opuscolo in cui racconta la storia del Santuario della Madonna della Valle a partire dalla sua fondazione nel 1212, come attesta un documento da lui trovato nell’Archivio del Comune di Bevagna. A seguito della predica di San Francesco nel territorio di Bevagna, Napoleone, figlio del Conte Rainaldo, effettua la donazione di un terreno per l’edificazione della chiesa di Santa Maria, che per circa tre secoli è oggetto di culto e poi, non si sa per quali ragioni, viene abbandonata.</p>
<p>Un altro documento ritrovato dallo stesso Gasparrini nell’Archivio comunale di Bevagna, datato 1546, dice che il santuario risorge di nuovo ad opera di Silvestro Perantoni di Bevagna detto lo stracciato.</p>
<p>Da un documento dell’Archivio comunale di Bevagna, riportato sempre da Gasparrini e datato 31 agosto 1556 risulta che, dopo accese polemiche, il giuspatronato del Santuario viene ceduto da Antonio, figlio di Silvestro Perantoni, al Comune, che lo mantiene per molti anni.</p>
<p>Non si hanno notizie per lungo tempo, si sa soltanto che nel 1850 il cappellano, che officia il santuario è don Giovanni Bartoli.</p>
<p>Di nuovo abbandonata, nel 1880 un giovane di Torre del Colle di 14 anni, Pierino Stortini, raccogliendo legna nel bosco con il padre, trova questa chiesetta coperta dai rovi e decide di restaurarla, liberandola dalla vegetazione e accomodando il tetto. Rapidamente si sparge la voce che l’immagine della Madonna sia miracolosa e che nella chiesa si sentano dei canti sacri, così in poco tempo si riempie di persone in preghiera e di pellegrini provenienti dai luoghi vicini.</p>
<p>Ancora oggi il Santuario della Madonna della Valle è un luogo di grande devozione da parte di molti fedeli.</p>
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<p><span style="font-size: 10pt;"><strong>Annarita Falsacappa, Giovanni Mariotti, Paolo Porzi</strong><em><strong> – </strong>BEVAGNA GEMMA DEL PIANO. Immagini insolite e storie inedite – </em>Dimensione Grafica Editrice – 2013 – pp. 245-258.</span></p>
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		<title>Santuario della Madonna delle grazie</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/santuario-della-madonna-delle-grazie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 14:28:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Santuario della Madonna delle Grazie dista poco più di un chilometro da Bevagna e dall’altura della sua collina riesce a scorgere il paese in tutti i suoi confini. Il Santuario venne eretto per volontà di un cittadino, tale Pancascio, che avuta una grazia dalla Vergine, la ricompensò con la costruzione di un tempio in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Santuario della Madonna delle Grazie dista poco più di un chilometro da Bevagna e dall’altura della sua collina riesce a scorgere il paese in tutti i suoi confini. Il Santuario venne eretto per volontà di un cittadino, tale Pancascio, che avuta una grazia dalla Vergine, la ricompensò con la costruzione di un tempio in suo nome. La chiesa venne edificata nel 1450.</p>
<p>Storie antiche tramandate di generazione in generazione raccontano che Pancascio, un cittadino bevanate, se ne andò come tanti umbri, a cercar lavoro nelle campagne romane, e vi rimase per alcuni anni dove venne colpito da una gravissima malattia. Il pensiero di dover morire fece invocare a Pancascio l’aiuto di Maria, alla quale fece voto che, se si fosse rimesso in salute, avrebbe eretto in suo onore una Maestà vicino al suo paese.</p>
<p>Tornando dalle campagne romane verso il proprio paese natale, Pancascio, lontano appena un miglio da Bevagna, si fermò sulla cima di un colle a riposare, che allora era detto Culpulito. Affaticato per il viaggio e per la malattia, Pancascio svegliatosi dal sonno notò di aver recuperato la salute, così pieno di fede e di speranza in Maria, prese delle pietre e ne fece un muricciolo di sassi, lasciandolo come segnale del suo disegno. In pochi minuti percorse il resto del cammino, riabbracciò i parenti e gli amici, e a tutti raccontò il miracolo ricevuto da Maria.</p>
<p>Passati dunque pochi giorni ritornò sull’altura di Colpulito, e sul muricciolo che aveva lasciato fece costruire due maestà: una che guardava verso mezzogiorno ed un’altra che guardava verso ponente. In quest’ultima fece rappresentare la Vergine Immacolata nel mezzo, ai lati San Pietro, San Cristoforo e Sant’Antonio Abate. Nella prima invece fece dipingere la Madonna col Bambino in atto di benedire; ai lati San Giovanni Battista e San Luca, San. Bernardino Da Siena, Santa Caterina e Santa Lucia vergini e martiri, nella volta il Redentore. Nel 1582 quando il Santuario subì delle modifiche mirate ad accogliere la grande affluenza dei pellegrini che ogni giorno facevano visita alla Vergine, il dipinto venne cancellato, ma fu conservata l’effige della Madonna, che tutt’ora si vede.</p>
<p>La prodigiosa guarigione di Pancascio si era già propagata non solo nei paesi limitrofi ma anche nelle lontane città dalle quali giungevano genti devote per pregare la nuova miracolosa immagine di Maria. Quel sacro monte divenne così devoto a Maria, che lo stesso nome gli venne cambiato, e dal titolo di Colpulito, o Maestà di Pancascio, fu chiamato Colle o Madonna delle Grazie.</p>
<p>Molti sono i miracoli che con il passare degli anni si manifestarono ai pellegrini di quella Maestà:</p>
<p>Arrivata la fama dei miracoli sino a Spoleto, il Vescovo Pietro Orsini mandò il suo Vicario e il 7 settembre 1582 si recò egli stesso a Bevagna. Fu in questo entusiasmo popolare che venne decisa la costruzione della nuova chiesa al monte delle Grazie.  Avuto il consenso e l’approvazione del Vescovo, i due Consoli chiamarono il maestro architetto Martelli Valentino da Perugia, e dietro il suo disegno il 16 giugno 1583 fu dato inizio alla costruzione del tempio. Il Martelli concepì ed innalzò alla Madonna delle Grazie una chiesa in perfetto stile dorico con croce latina. La periferia esterna della chiesa occupa una superficie quadrata di metri 675. La facciata ed i fianchi sono decorati da pilastri dorici in pietra arenaria, con trabeazione finemente sagomata. L’interno ha tre navate, con crociera, cupola e santuario. Sei arcate, con pilastri dorici, dividono la navata maggiore dalle laterali, e sopra queste sono costruiti alcuni ambienti abitazione dei custodi. L’ altare maggiore, sorretto da quattro colonne di marmo di sol pezzo, fu portato a compimento ne 1641, ed ha per quadro l’antica Immagine fatta dipingere dal miracolato Pancascio. Nel braccio destro della crociera vi è l’altra pittura che fece fare lo stesso Pancascio. Nel braccio sinistro si venera un grande Crocifisso in legno, a cui non manca qualche pregio artistico. Nelle navate laterali stanno quattro altari con colonne e fregi di stucco. Le pitture in tela dei medesimi hanno qualche pregio artistico e sono attribuite ad Ascensidonio Spacca.</p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;">        Candido Piatti, Il Santuario della Madonna delle Grazie,</span></strong><span style="font-size: 10pt;"><em> presso Bevagna, Tipografia Porziuncola di Santa Maria degli Angeli 1940-XVIII.</em></span></p>
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		<title>Chiesa della Madonna della rosa</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/chiesa-della-madonna-della-rosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 22:59:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È una chiesa ottagonale, con arcate alle pareti di disuguale larghezza, situata sulla via Flaminia in direzione Foligno. Il nome deriva dall’immagine della Madonna con in braccio il Bambino Gesù che tiene in mano una rosa. Tale immagine si riteneva miracolosa. La chiesa è stata costruita nel 1691. Danneggiata a seguito del terremoto del 1997, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È una chiesa ottagonale, con arcate alle pareti di disuguale larghezza, situata sulla via Flaminia in direzione Foligno. Il nome deriva dall’immagine della Madonna con in braccio il Bambino Gesù che tiene in mano una rosa. Tale immagine si riteneva miracolosa. La chiesa è stata costruita nel 1691. Danneggiata a seguito del terremoto del 1997, è stata recentemente ristrutturata. Dà il nome alla via che inizia a partire dalla chiesa stessa.</p>
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		<title>Chiesa e monastero di Santa Maria del monte</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/chiesa-e-monastero-di-santa-maria-del-monte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 23:07:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La chiesa ha il nome dell’antico monastero benedettino posto sul Monte sopra Bevagna e qui trasferito nel 1555. All’interno conserva un notevole paliotto in bronzo dorato. Di fronte si vede un fregio proveniente da una tomba di età repubblicana. Annarita Falsacappa, Giovanni Mariotti, Paolo Porzi &#8211; BEVAGNA GEMMA DEL PIANO. Immagini insolite e storie inedite [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La chiesa ha il nome dell’antico monastero benedettino posto sul Monte sopra Bevagna e qui trasferito nel 1555. All’interno conserva un notevole paliotto in bronzo dorato. Di fronte si vede un fregio proveniente da una tomba di età repubblicana.</p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong>Annarita Falsacappa, Giovanni Mariotti, Paolo Porzi</strong><em><strong> &#8211; </strong>BEVAGNA GEMMA DEL PIANO. Immagini insolite e storie inedite &#8211; </em>Dimensione Grafica Editrice &#8211; 2013 &#8211; pp. 259-260</span></p>
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