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	<title>cantalupo &#8211; Visit Bevagna</title>
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	<description>Portale Turistico Istituzionale del Comune di Bevagna</description>
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		<title>Agriturismo La Tana del Lupo</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/agriturismo-la-tana-del-lupo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 16:34:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’agriturismo La Tana del Lupo è nel territorio del comune di Bevagna (Perugia), frazione di Cantalupo – una zona collinare, terra di ottimi vini e di buon cibo. L&#8217;agriturismo è una delle tre attività della Società Agri Luzi, costituita da due giovani ragazzi, Luzi Daniele e David. A Daniele e David l&#8217;amore per la natura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’agriturismo La Tana del Lupo è nel territorio del comune di Bevagna (Perugia), frazione di Cantalupo – una zona collinare, terra di ottimi vini e di buon cibo.<br />
L&#8217;agriturismo è una delle tre attività della Società Agri Luzi, costituita da due giovani ragazzi, Luzi Daniele e David.<br />
A Daniele e David l&#8217;amore per la natura è stato trasmesso dai genitori, Margherita e Gianfranco, che sin dal 1972, anno in cui si sono sposati, hanno deciso di far vivere la loro famiglia in un contesto naturale e genuino.<br />
I due sin da piccoli hanno seguito i genitori nelle attività, aiutando nella coltivazione della campagna (il padre svolgeva attività di contoterzista) e nell’allevamento degli animali (di cui si prendeva cura la madre).<br />
Daniele e David, nutrendo quindi da sempre una grande passione per la natura, per le cose buone che la terra produce, oltre a occuparsi con impegno dell&#8217;agriturismo di famiglia si occupano di lavorare il terreno agricolo di proprietà e di gestire anche una stalla con tanti animali.<br />
Con loro l’attività di famiglia è cresciuta tantissimo permettendogli di avere così tante soddisfazioni: oggi Daniele e David cercano di condividere con gli ospiti dell&#8217;agriturismo la bellezza della natura e delle cose genuine.</p>
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<h4 class="lead">Vieni a scoprire il nostro casale nell&#8217;affascinante campagna umbra</h4>
<p>L’agriturismo La Tana del Lupo è situato in un bellissimo casolare nella splendida campagna Umbra – offre una magnifica vista su Assisi. La struttura da cui nasce l&#8217;agriturismo, quando è stata acquistata, era un rudere; è stata ristrutturata nel 2010 ma sono stati mantenuti tutti i particolari che caratterizzano un vero casolare umbro. L’esterno è di mattoni, ha una bellissima scalinata con loggia e un bel porticato dove d’estate la Sig. ra Margherita – mamma di Daniele e David, proprietari dell&#8217;agriturismo – prepara delle buonissime colazioni con dolci fatti in casa. C’è un ampio giardino, che ospita anche dei giochi per i bambini, e un edificio formato da due camere con servizi dove possono alloggiare i portatori di handicap.</p>
<hr />
<h4 class="page-text-heading">Appartamenti</h4>
<div class="main-txt" draggable="false">L’interno dell&#8217;agriturismo è arredato con cura, ha dei fantastici mobili antichi, belli e funzionali (sono stati ristrutturati da mani esperte).<br />
L’agriturismo è formato da tre mini appartamenti, forniti di angolo cottura, salone con divano letto, bagno e – secondo la metratura – una o due camere, quattro camere doppie e una tripla, tutte con bagno privato.</div>
<div draggable="false">
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<h4 class="lead">L&#8217;Azienda agricola &#8211; Produzione agricola &#8230;a Km 0!</h4>
<p>Daniele e David, soci e titolari della Società Agri Luzi di Bevagna (Perugia), una frazione di Cantalupo, offrono agli avventori e agli ospiti la possibilità di acquistare i prodotti genuini della loro terra.<br />
I due fratelli si occupano direttamente della coltivazione della proprietà agricola, sono proprietari di 80 ettari di terreno dove seminano grano, mais, girasole, erba medica, favino e legumi; hanno anche degli oliveti dove producono un olio di alta qualità.<br />
Sono proprietari anche di una stalla con tanti animali, all&#8217;interno della quale possiamo trovare mucche da carne, da ingrasso e da riproduzione, ovini, suini galline e oche.<br />
I prodotti realizzati dell&#8217;azienda agricola vengono venduti ancora freschissimi, chi ne approfitta ha la certezza che si tratti di cibi prodotti in modo genuino, con metodi rispettosi della natura e dell&#8217;uomo, prodotti che vengono direttamente dalla stessa azienda agricola.</p>
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		<title>Antico Frantoio Nunzi</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/antico-frantoio-nunzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 21:43:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno, pur rimanendo legati alle tradizioni, cerchiamo di introdurre innovazioni nel ciclo di estrazione, per avvicinarci sempre più ad una produzione eccellente. La prerogativa di ogni nostro investimento è quella di produrre un olio dalle caratteristiche peculiari, un olio che possa mantenere inalterate nel tempo le sue indiscusse proprietà e la sua fragranza. Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Ogni anno, pur rimanendo legati alle tradizioni, cerchiamo di introdurre innovazioni nel ciclo di estrazione, per avvicinarci sempre più ad una produzione eccellente. La prerogativa di ogni nostro investimento è quella di produrre un olio dalle caratteristiche peculiari, un olio che possa mantenere inalterate nel tempo le sue indiscusse proprietà e la sua fragranza.</strong></p>
<p>Il frantoio Nunzi si trova a Cantalupo, nel cuore dell’Umbria, in una valle delimitata da colline, vicino a Bevagna, di fronte ad Assisi e Spello, in un territorio dove la coltivazione dell’ulivo è tradizione e cultura. In queste campagne, dove il tempo sembra essersi fermato agli anni in cui i prodotti della terra erano una ricchezza per l’uomo, nasce nel 1860 l’Antico Frantoio Nunzi.</p>
<p>La nostra famiglia tramanda da generazioni la passione per l’olio extravergine di oliva, la stessa passione che ci permettere ancora oggi di dare un valore aggiunto al nostro olio, olio genuino, fragrante, ricco dei profumi della nostra terra, certamente di qualità superiore. L’estrazione dell’olio, fino a pochi anni fa, avveniva con il vecchio sistema tradizionale, che si avvaleva delle antiche macine in pietra di granito e di presse idrauliche, che narrano la storia della nostra famiglia; ora esse sono Museo Storico, visitato ogni anno da numerosi appassionati.</p>
<p>Oggi l’estrazione viene effettuata con un evoluto sistema a ciclo continuo “cosìddetto moderno”, che permette di raggiungere eccellenti risultati in termini sia qualitativi che di efficienza. Nel rispetto della tradizione, sinonimo di genuinità, di fiducia e di territorio, ogni anno apportiamo migliorie al ciclo produttivo, al fine di alzare sempre di più il livello qualitativo del nostro prodotto.</p>
<p>La raccolta delle olive, con l’ausilio di scuotitori pneumatici, inizia quando cominciano ad invaiare, mostrando una buccia in egual misura scura e verde; successivamente le olive vengono trasportate al frantoio, per essere lavorate il prima possibile, di norma entro 12-18 ore, al fine di evitare processi fermentativi e ossidativi che danneggerebbero la qualità dell’olio.</p>
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<div class="column mcb-column mcb-item-4f6wfrkk7 one column_column column-margin-30px">
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<h4 style="text-align: center;">FASI DI LAVORAZIONE</h4>
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<div class="column mcb-column mcb-item-nntxyfyvo one column_column column-margin-0px">
<div class="column_attr clearfix align_justify"><strong>1- DERAMIFICAZIONE, DEFOGLIAZIONE, LAVAGGIO DELLE OLIVE</strong></div>
<div class="column_attr clearfix align_justify">La prima attività che si compie sulle olive interessate al processo di lavorazione è quello della deramificazione, che consiste nel liberare le olive da rami. La massa di olive viene poi sottoposta ad aspirazione, per asportare le foglie singole residue. Nello stadio successivo la lavatrice ha il compito di eliminare residui di terra o altre impurità, attraverso l’impiego di acqua potabile.</div>
<div class="column_attr clearfix align_justify"><strong>2-FRANGITURA</strong></div>
<div class="column_attr clearfix align_justify">Il nostro frangitore MORI-TEM a coltelli con giri variabili consente di adattare la macchina ad ogni tipologia di olive, permettendo di esaltare le caratteristiche organolettiche del frutto.</div>
<div></div>
<div class="column_attr clearfix align_justify"><strong>3-GRAMOLATURA</strong></div>
<div class="column_attr clearfix align_justify">La gramolatura consiste in un continuo rimescolamento della pasta di olive all’interno di una macchina denominata gramola. Si tratta di una fase essenziale e delicata, in quanto permette l’aggregazione delle goccioline di olio presenti nella pasta; fase che agevolerà la successiva estrazione.</div>
<div></div>
<div class="column_attr clearfix align_justify"><strong>4- ESTRAZIONE</strong></div>
<div class="column_attr clearfix align_justify">L’estrazione è il cuore del processo di lavorazione. Dopo la gramolazione, la pasta arriva al separatore centrifugo ad asse orizzontale, il Decanter che, per mezzo della forza centrifuga, separa tra loro le diverse componenti presenti nella pasta: olio, acqua e sansa. Nel 2019 abbiamo puntato sull’uso di una macchina progettata per ottenere la massima resa e qualità dell’olio, con il minimo consumo di acqua: il Decanter X6, top della gamma dell’ ALFA LAVAL, azienda leader nel settore.</div>
<div></div>
<div class="column_attr clearfix align_justify"><strong>5-SEPARAZIONE</strong></div>
<div class="column_attr clearfix align_justify">
<p>Due moderne centrifughe verticali separano l’olio dall’acqua contenuta nel mosto oleoso proveniente dal decanter, per darci un olio extravergine di oliva, pronto al consumo e ricco di tutte le sue proprietà.</p>
<p><strong>Tutto il ciclo produttivo avviene a temperature controllate, monitorate elettronicamente in ogni fase, per ottenere un prodotto eccellente.</strong></p>
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<h3 style="text-align: center;"><b>Museo  &#8211; Frantoio tradizionale (Attualmente non in funzione)</b></h3>
<p style="text-align: left;">Una suggestiva testimonianza della tradizione della nostra famiglia è rappresentata dal Museo storico che raffigura l&#8217;antico metodo di lavorazione, in uso fino a pochi anni fa, che aveva un procedimento basato essenzialmente sull&#8217;esperienza e la meticolosa attenzione del frantoiano.</p>
<p><strong>Il frantoio tradizionale</strong>, detto anche discontinuo, è quello che utilizzava le antiche <strong>ruote di pietra</strong> (dette molazze) che schiacciavano le olive per pressione meccanica, mentre l’estrazione dell’olio di oliva veniva affidata alla spreminutra meccanica delle presse idrauliche. Questo processo è stato abbandonato e viene utilizzato solo per scopi didattici.</p>
<p>Le olive dopo essere state lavate e defogliate, venivano frantumate tramite le antiche ruote di pietra che le schiacciavano. La pasta che si otteneva veniva poi distribuita tramite macchine dosatrici su dischi di fibra (oggi sintetica, una volta di fibra vegetale) chiamati fiscoli, che venivano messi uno sopra l’altro in pila su un carrello; questo veniva, quindi, portato alla pressa per ottenere l’olio con spremitura meccanica. L’olio e l’acqua di vegetazione, infine, venivano inviati ai separatori centrifughi per estrarre l’olio.</p>
<p><strong>Il visitatore potrà toccare con mano l&#8217;effetto trasmesso dagli antichi macchinari come le 5 presse idrauliche, le 3 macine in granito e la vecchia centrifuga, tutto ancora perfettamente funzionante.</strong><br />
<strong>La visita a questi spazi racconta la passione e la laboriosità centenaria dei nostri nonni.</strong><br />
<strong>All&#8217;interno del Museo è ospitata una delle 3 sale di degustazione dove il visitatore potrà degustare i piatti tipici del territorio umbro accompagnati dal nostro fragrante Olio Extra vergine di Oliva.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>La visita guidata, previa prenotazione, ha una durata di circa venti minuti.</strong></p>
<hr />
</div>
<h4 style="text-align: center;"><strong>DEGUSTAZIONI</strong></h4>
<p>Accogliamo visitatori da tutto il mondo per degustazioni, visite guidate e assaggi di Olio Extra Vergine e di prodotti tipici.<br />
Un vero &#8220;oil-tour&#8221; per scoprire l&#8217;oliveto e confrontare il metodo di lavorazione moderno con l&#8217;antico sistema, ora adibito a Museo.<br />
Il tour termina con la degustazione in frantoio o in eleganti sale di degustazione.</p>
<p><strong>La nostra offerta:</strong><br />
• Visite guidate al frantoio e al Museo<br />
• Degustazione di olio e prodotti tipici<br />
• Ricezione di gruppi<br />
• Possibilità di organizzare Eventi culturali e serate enogastronomiche a tema</p>
</div>
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		<item>
		<title>Camere &#8211; Ristorante &#8211; La lumaca d&#8217;oro</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/camere-ristorante-la-lumaca-doro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 11:29:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’albergo Piandarca è situato in località Cantalupo, piccolo paese immerso nel verde a due passi dalla medievale Bevagna, è anche Ristorante La Lumaca d’Oro, Top Bar e Pizzeria al Taglio , tutto è gestito dai fratelli Simone e Federico Pensa. Il nostro piatto tipico sono le Lumache , che vengono cucinate in vari modi, ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’albergo Piandarca</strong> è situato in località <strong>Cantalupo</strong>, piccolo paese immerso nel verde a due passi dalla medievale Bevagna, è anche Ristorante <strong>La Lumaca d’Oro, Top Bar e Pizzeria al Taglio</strong> , tutto è gestito dai fratelli <strong>Simone e Federico Pensa</strong>.</p>
<p>Il nostro piatto tipico sono le <strong>Lumache</strong> , che vengono cucinate in vari modi, ma qui poi trovare anche <strong>Carni alla Brace, Piatti con il Tartufo e ottimi Salumi e Vini Locali</strong>.</p>
<p>A due passi da noi si può ammirare la stupenda <strong>CANTINA dei Fratelli Lunelli</strong> realizzata su progetto del famoso maestro <strong>Arnaldo Pomodoro, il PARCO DELLA SCULTURA</strong> di Castelbuono una bellisima passeggiata immersi nel verde ,da fare a piedi o in mountain-bike, e la Bellissima <strong>Bevagna</strong> con i suoi <strong>Mestieri Medievali e resti dell’epoca romana</strong>.</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>LE CAMERE &#8211; Comfort e Relax</strong></p>
<ul>
<li>Linea WI-FI gratuita</li>
<li>Frigo in Camera</li>
<li>Attrezzatura per  Biciclette</li>
<li>Zona lavaggio Biciclette con relativo Parcheggio al chiuso</li>
<li>Attrezzato per portatori di handicap</li>
<li>Aria Condizionata</li>
<li>Bar</li>
<li>Ristorante</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Cantina Dionigi</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/cantina-dionigi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 08:57:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>CANTINA DIONIGI Dal 1896 La vocazione viticola della zona di Montefalco è millenaria: Plinio il Vecchio ricorda un’uva pregiata nominata “Itriola” che veniva prodotta nei territori dell’attuale municipio di Bevagna. Secondo alcuni studiosi, potrebbe identificarsi con l’uva Sagrantino. In realtà non si sa nulla di certo sull’origine del Sagrantino: alcuni sostengono l’ipotesi autoctona, che lo vorrebbe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>CANTINA DIONIGI Dal 1896</h2>
<p>La vocazione viticola della zona di Montefalco è millenaria: Plinio il Vecchio ricorda un’uva pregiata nominata “Itriola” che veniva prodotta nei territori dell’attuale municipio di Bevagna.</p>
<p>Secondo alcuni studiosi, potrebbe identificarsi con l’uva Sagrantino. In realtà non si sa nulla di certo sull’origine del Sagrantino: alcuni sostengono l’ipotesi autoctona, che lo vorrebbe ottenuto per selezione da cloni locali, mentre la maggior parte ritiene che sia una varietà importata da qualche seguace di S.Francesco d’Assisi.</p>
<p>Il nome sarebbe riconducibile ai Sacramenti, dal latino “sacer” e “sacramentum”, in quanto l’uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti religiosi.</p>
<p>Ad ogni modo questa parte dell’Umbria era e rimane fortemente vocata per la produzione di ottimi vini.</p>
<p>La nostra azienda che produce vini fin dal 1896, è molto legata alla tradizione, alla stagionalità e alla tipicità di questi prodotti, pur non rinunciando all’utilizzo di tecniche e strumenti all’avanguardia; infatti la nostra filosofia è incentrata nella salvaguardia del territorio e nella soddisfazione dei nostri clienti garantendo un elevato grado qualitativo.</p>
<p>Per la coltivazione utilizziamo tecniche biologiche e per la produzione energie alternative.</p>
<p>Quanto detto è per invitarvi a visitarci nella nostra cantina per toccare con mano e ovviamente per degustare la nostra ampia varietà di etichette, alcune delle quali in produzione molto limitata. Produciamo anche dell’ottimo olio extravergine di oliva.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chiesa della Madonna della Pia</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/madonna-della-pia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 14:38:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In fondo alla discesa di Castelbuono saliamo per la salita del Trieno per arrivare alla piccolissima Chiesa romanica di Madonna della Pia. Rimaneggiata alla fine degli anni &#8217;60 la chiesa conserva al suo interno una pittura della Madonna con il Bambino. Molto caratteristica è la ampia sagrestia che funzionava fino ad alcuni anni or sono anche [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In fondo alla discesa di Castelbuono saliamo per la salita del Trieno per arrivare alla piccolissima <span class="titolettorosso">Chiesa romanica di</span> <span class="titolettorosso">Madonna della Pia</span>.<br />
Rimaneggiata alla fine degli anni &#8217;60 la chiesa conserva al suo interno una pittura della Madonna con il Bambino.<br />
Molto caratteristica è la ampia sagrestia che funzionava fino ad alcuni anni or sono anche come casa del sagrestano.</p>
<p>Mario Lolli</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.visit-bevagna.it/item/madonna-della-pia/">Chiesa della Madonna della Pia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.visit-bevagna.it">Visit Bevagna</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chiesa di Santa Maria Addolorata &#8211; Cantalupo</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/cantalupo-edifici-religiosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 14:14:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da uno dei numerosi documenti dell’Archivio Storico Diocesano di Spoleto, si ricava che la “Villa Cantalupi” fosse dotata di un Monte Frumentario e di ben quattro chiese: Beata Vergine dei Sette Dolori, Sant’Angelo (San Michele Arcangelo), San Biagio e San Giovanni, con l’aggiunta della chiesa dell’Annunciazione in località Montarone. La chiesa della Beata Vergine dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da uno dei numerosi documenti dell’Archivio Storico Diocesano di Spoleto, si ricava che la “Villa Cantalupi” fosse dotata di un Monte Frumentario e di ben quattro chiese: Beata Vergine dei Sette Dolori, Sant’Angelo (San Michele Arcangelo), San Biagio e San Giovanni, con l’aggiunta della chiesa dell’Annunciazione in località Montarone. La chiesa della Beata Vergine dei Sette Dolori diventa nel corso del tempo l’odierna chiesa di Santa Maria Addolorata, mentre nel Novecento scompaiono progressivamente i resti della chiesa di San Biagio.</p>
<blockquote><p><span style="font-size: 10pt;"><strong>Segatori,</strong> <em>GRANDE DIZIONARIO DI BEVAGNA</em>, Vol 11 &#8211; pp : 8-9</span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gelato Caffé Gennaro</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/gelato-caffe-gennaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2021 06:21:27 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.visit-bevagna.it/?post_type=ait-item&#038;p=2587</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lungo la strada provinciale Via Perugina, il Caffè Gelato Gennaro offre ai suoi clienti ottime colazioni, pasticceria e cornetti  artigianali e per la vostra pausa pranzo potete gustare una buonissima pizza con ingredienti freschi e genuini, garanzia di bontà e qualità. Moreno, il titolare, è sempre pronto a servirvi i suoi prodotti ricchi di gusto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.visit-bevagna.it/item/gelato-caffe-gennaro/">Gelato Caffé Gennaro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.visit-bevagna.it">Visit Bevagna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">
<p>Lungo la strada provinciale Via Perugina, il Caffè Gelato Gennaro offre ai suoi clienti ottime colazioni, pasticceria e cornetti  artigianali e per la vostra pausa pranzo potete gustare una buonissima pizza con ingredienti freschi e genuini, garanzia di bontà e qualità.</p>
<p>Moreno, il titolare, è sempre pronto a servirvi i suoi prodotti ricchi di gusto direttamente a casa vostra o con il servizio take away, sia a pranzo che a cena.</p>
<p>Caffè Gelato Gennaro è anche una rinomata gelateria artigianale, con tanti gusti in grado di accontentare i palati di grandi e piccoli.</p>
<p>Ingredienti di qualità,naturali e freschi sono i punti cardine del nostro gelato.</p>
<p>Cono o coppetta, a voi la scelta!</p>
<p>Ma non solo: torte gelato, tiramisu’ e cheesecake.</p>
<p>Vi aspettiamo!</p>
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		<title>Il giardino degli elfi</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/il-giardino-degli-elfi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 21:30:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>AGRITURISMO ECOSOSTENIBILE Nel cuore del cuore d&#8217;Italia A Bevagna, un bellissimo borgo vicino ad Assisi, qui si trova la nostra Azienda Agricola biologica, ed è qui che lavoriamo e viviamo insieme ai nostri ospiti. L’agriturismo è in posizione strategica, a poca distanza dai più importanti centri dell’Umbria e al centro dei maggiori percorsi religiosi, culturali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="vc_custom_heading progression" style="text-align: center;">AGRITURISMO ECOSOSTENIBILE</h2>
<h5 class="vc_custom_heading progression no-margin-pro vc_custom_1455478043024">Nel cuore del cuore d&#8217;Italia</h5>
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<p>A Bevagna, un bellissimo borgo vicino ad Assisi, qui si trova la nostra Azienda Agricola biologica, ed è qui che lavoriamo e viviamo insieme ai nostri ospiti.</p>
<p>L’agriturismo è in posizione strategica, a poca distanza dai più importanti centri dell’Umbria e al centro dei maggiori percorsi religiosi, culturali ed enogastronomici  dell’ Umbria. I nostri ospiti vengono accolti in una dimensione di assoluta tranquillità, in un luogo ideale per godere un soggiorno scandito dai ritmi della campagna, in armonia con la bellezza dell’ambiente circostante, per una vacanza all’insegna dell’enogastronomia e del relax.</p>
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<h2 class="entry-title-progression" style="text-align: center;">ALLOGGI E SISTEMAZIONI</h2>
<h2 class="vc_custom_heading">Camere con colazione</h2>
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<p>Le camere (con bagno ensuite, riscaldamento ed aria condizionata a controllo individuale, frigobar, asciugacapelli, connessione wifi) sono arredate con mobili e suppellettili di famiglia restaurati con materiali naturali atossici; parte della biancheria da letto, delle tende e dei centrini provengono dalle doti gelosamente custodite nei bauli dalle nostre nonne.</p>
<h2 class="vc_custom_heading">L&#8217;atmosfera antica</h2>
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<p>Quasi tutti i materassi e i cuscini sono in puro lattice naturale anallergico e i piumoni che ti riscalderanno durante le fredde notti d’inverno sono in piumino d’oca. Sei particolarmente alto? Abbiamo un letto lungo m. 2,13 chiedilo al momento della prenotazione!</p>
<h2 class="vc_custom_heading">AgriCamping</h2>
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<p>L’ Agri camping dispone di pochissime piazzole che offrono la possibilità ai veri amanti della vita all’aria aperta di vivere un soggiorno in piena tranquillità e silenzio, circondati dai profumi e dai colori della campagna e a stretto contatto con la natura.</p>
<h2 class="vc_custom_heading">Semplicità e raffinatezza</h2>
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<p>La suite, arredata in maniera sobria e raffinata nei delicati toni di verde e azzurro che conferiscono un’atmosfera intima e rilassante, è composta da una zona living con “armadio-cucina”, bagno con doccia idromassaggio e camera con letto matrimoniale in bois de rose originale.</p>
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<h2 class="entry-title-progression" style="text-align: center;">RISTORANTE MENÙ TABLE D’HÔTE</h2>
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<h3><strong>Riservato agli ospiti alloggiati </strong></h3>
<p>Da noi potrai gustare piatti tipici della tradizione, preparati con carni allevate nella genuinità, verdure coltivate con pazienza e cura nel nostro orto <strong>biologico</strong> ed esaltati dal nostro <strong>olio extra vergine</strong> biologico di qualità superiore.</p>
<p>La sala da pranzo, dove abitualmente viviamo e che volentieri condividiamo con i nostri ospiti, rispecchia lo stile di vita del secolo scorso, dove il tavolo rappresentava un momento fondamentale di comunicazione familiare e di convivialità, dove si discutevano affari, si celebravano ricorrenze, si concludevano le giornate… qui i nostri ospiti, seduti tutti insieme allo stesso grande tavolo, hanno occasione di creare piacevoli momenti d’incontro, instaurare nuove amicizie, intavolare simpatiche ed interessanti conversazioni  e scambiarsi esperienze di viaggio e di vita.</p>
<p>Il <strong>menu “table d’</strong><strong>hôte” </strong>può essere preventivamente <strong>concordato</strong>; se hai allergie o intolleranze ti invitiamo a segnalarcelo al momento della prenotazione.</p>
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<h2 class="entry-title-progression" style="text-align: center;">PISCINA DI ACQUA SALATA</h2>
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<p>Fedeli alla nostra filosofia di vita abbiamo voluto una piscina naturale, igienizzata in maniera ecologica, senza sostanze chimiche come cloro e acidi. L’acqua della piscina viene infatti depurata con sale marino in proporzione 1 a 10 rispetto a quello del mare.</p>
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<p>Questo sistema, sicuro ed efficace, limita l’insorgere di allergie e di infezioni alla pelle ed agli occhi, permette di mantenere l’abbronzatura più a lungo e consente di nuotare meglio perchè nell’acqua salata si galleggia.</p>
<p>Uno splendido panorama aperto a 360° su Assisi, Spello, Montefalco e Trevi uniti ai profumi ed ai colori della campagna: questa è la splendida cornice naturale della <strong>piscina di acqua salata</strong> con zona idromassaggio dove i getti d’acqua e le bolle d’aria sono attentamente calibrati per offrirti un perfetto effetto relax.</p>
<p>La piscina è utilizzata esclusivamente dagli alloggiati così non corri il pericolo di trovare tanta gente… silenzio, tranquillità e relax sono garantiti! Nell’ area solarium, pavimentata con cotto rustico e legno grezzo naturale troverai lettini, sdraio e ombrelloni.</p>
<p>Se vorrai schiacciare un pisolino in santa pace; la grande quercia secolare (da sempre simbolo dell’affermazione della vita, del vero, del sano, dello stabile,  del nobile e capace di emanare energia positiva) favorirà il tuo riposo proteggendoti dalla calura estiva.</p>
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<h2 class="entry-title-progression" style="text-align: center;">I NOSTRI PRODOTTI</h2>
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<p>Da noi troverai<strong> solo prodotti di alta e garantita qualità </strong>con i quali potrai rifornire la tua dispensa di genuinità, sapore e tipicità. II gusto e la qualità dei prodotti che produciamo direttamente, o ci procuriamo da altre piccole aziende agricole della zona, sono difficilmente reperibili altrove. Riscopri il gusto dei sapori veri seguendo i ritmi delle stagioni, riscopri i piccoli-grandi tesori che la terra ti può offrire,  dal meraviglioso olio d’oliva extra vergine dal gusto fruttato ed intenso, al vino dal carattere sorprendente, ai legumi che per secoli hanno rappresentato l’alimento principale nella dieta della popolazione locale…..</p>
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<p>La nostra è un’ azienda agricola di 34 ettari a conduzione familiare. Coltiviamo olive, <strong>legumi</strong>, <strong>nocciole</strong> e legname nel rispetto dei cicli naturali della campagna utilizzando concimi organici, senza ricorrere a concimi chimici, diserbanti o insetticidi.</p>
<p>Abbiamo circa 600 piante di ulivo di cultivar autoctone (moraiolo, frantoio e leccino). Accanto ad una sessantina di maestose piante secolari, sopravvissute alla grande gelata del lontano 1929, troviamo rigogliose piante originate da polloni riallevati dalle ceppaie di ulivi morti a seguito della famosa nevicata del 1956; quel grande freddo distrusse la maggior parte delle piante d’olivo mettendo in ginocchio l’intera economia umbra; per farvi un’idea la nostra famiglia nel 1955 raccolse 2.000 quintali d’olive nel 1956 neppure un’oliva!!!</p>
<p>La nostra è una produzione limitatissima nella quantità ma eccelsa nella qualità, apprezzata da persone che amano il buon cibo e che ricercano una genuinità ormai quasi perduta e garantita solo dai piccoli produttori come noi.</p>
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		<title>Tenuta Carapace – Tenute Lunelli</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/tenuta-carapace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 15:09:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Affascinati da una terra antica e quasi mistica come l’Umbria e da un vino di potenza e longevità straordinarie quale il Sagrantino, la famiglia Lunelli acquisì la Tenuta Castelbuono, 30 ettari vitati nei comuni di Bevagna e Montefalco, nel 2001. Gli sforzi si concentrarono inizialmente sui vigneti, ora convertiti al biologico, con nuovi impianti e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Affascinati da una terra antica e quasi mistica come l’Umbria e da un vino di potenza e longevità straordinarie quale il Sagrantino, la famiglia Lunelli acquisì la Tenuta Castelbuono, 30 ettari vitati nei comuni di Bevagna e Montefalco, nel 2001. Gli sforzi si concentrarono inizialmente sui vigneti, ora convertiti al biologico, con nuovi impianti e la valorizzazione di quelli esistenti tramite un articolato progetto di selezione dei cloni. Nel 2003 vide la luce il Montefalco Sagrantino, cui seguì, l’anno successivo, il Montefalco Rosso.</p>
<p>C’era bisogno, però, di una nuova cantina e la famiglia Lunelli, in virtù di una solida e vecchia amicizia con Arnaldo Pomodoro, uno dei maggiori artisti contemporanei, propose a lui di realizzarla. Il Maestro accettò con entusiasmo e dopo il primo sopralluogo aveva già immaginato il progetto.</p>
<p>Il “Carapace” – come Pomodoro ha voluto chiamare la cantina – ha richiesto ben sei anni di lavori ed è stato inaugurato ed aperto al pubblico, per visite e degustazioni, nel giugno 2012. È un’opera unica, che sfida i confini tra scultura e architettura. È la prima scultura al mondo nella quale si vive e si lavora, un’opera unica in cui arte e natura, scultura e vino dialogano sottolineando l’eccezionalità sia del contenente sia del contenuto. Si offre allo sguardo come una grande cupola ricoperta di rame, incisa da crepe che ricordano i solchi della terra che l’abbraccia. Un elemento scultoreo a forma di dardo di colore rosso che si conficca nel terreno sottolinea l’opera nel paesaggio. Entrare nel “Carapace” significa addentrarsi in una scultura di Pomodoro, come avverte subito il suo alfabeto artistico, immediatamente riconoscibile nella volta interna. Una cantina d’autore per vini d’autore.</p>
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<h3>IL CARAPACE</h3>
<h5>DI ARNALDO POMODORO</h5>
<p>Il Carapace è nato dal sogno della famiglia Lunelli di vedere realizzata una cantina che fosse uno scrigno per il vino. Dall’amicizia di vecchia data con Arnaldo Pomodoro e dalla precedente collaborazione &#8211; che aveva portato il Maestro a creare “Centenarium”, la scultura che celebra il secolo di storia delle Cantine Ferrari – scaturì l’idea di proporre proprio a lui, le cui sculture spiccano in luoghi simbolo di tutto il mondo, di realizzare la cantina. Pomodoro accolse con entusiasmo la sfida di creare un’opera che mettesse in discussione i confini fra scultura e architettura, che dialogasse al tempo stesso con l’esterno, ossia con il paesaggio in cui si sarebbe inserita, e con l’interno, con quel vino alla cui produzione doveva essere strettamente funzionale.</p>
<p><strong>L’INTUIZIONE</strong><br />
Il Carapace nasce dallo studio dei luoghi. Dopo il primo sopralluogo, Arnaldo Pomodoro aveva già immaginato il progetto. “Il paesaggio”, racconta “mi ricordava il Montefeltro dove sono nato, così come l’ha raccontato in tanti quadri Piero della Francesca. Il mio intervento quindi non doveva disturbare la dolcezza delle colline dove si estendono i vigneti, anzi doveva integrarsi perfettamente con l’ambiente. Ho avuto l’idea di una forma che ricorda la tartaruga, simbolo di stabilità e longevità che, con il suo carapace rappresenta l’unione tra terra e cielo”.</p>
<p><strong>LA REALIZZAZIONE</strong><br />
La realizzazione del Carapace ha richiesto sei anni e il lavoro di una vera e propria bottega rinascimentale guidata dalla sensibilità di Arnaldo Pomodoro, e per gli aspetti più tecnici dalla professionalità dell’architetto Giorgio Pedrotti. Il “Carapace” si offre allo sguardo come una grande cupola ricoperta di rame, incisa da crepe che ricordano i solchi della terra che l’abbraccia. Un elemento scultoreo a forma di dardo di colore rosso che si conficca nel terreno sottolinea l’opera nel paesaggio.</p>
<p><strong>L’OPERA</strong><br />
Il risultato è un’opera assolutamente unica, la prima scultura al mondo in cui sia possibile vivere e lavorare, un luogo in cui arte e natura, scultura e vino dialogano sottolineando l’eccezionalità sia del contenente sia del contenuto. Entrare nel “Carapace” significa addentrarsi in una scultura di Pomodoro, come avverte subito il suo alfabeto artistico, immediatamente riconoscibile nella volta interna. Una cantina che regala emozioni, com’è successo al suo autore, Arnaldo Pomodoro. Lo ha raccontato lui stesso: “Per la prima volta nella mia vita ho avuto l’emozione di poter camminare, parlare e bere all’interno di una mia opera”.</p>
<hr />
<h3>IL TUO EVENTO CARAPACE</h3>
<p>Il Carapace vuole essere un luogo vivo, visitato da appassionati di vino e di arte, ma anche scelto come cornice, assolutamente unica, per eventi privati o aziendali.</p>
<p>Per informazioni sulla possibilità di disporre del Carapace quale location per matrimoni, cerimonie, cene o altri appuntamenti:</p>
<hr />
<h4 style="text-align: center;">Siamo aperti alle visite guidate e alle degustazioni su prenotazione.</h4>
<h4 style="text-align: center;">Orari della cantina:</h4>
<p style="text-align: center;">Novembre – Aprile 10-13 | 14-18 chiuso il <strong>martedì</strong></p>
<p style="text-align: center;">Maggio – Settembre 10-13 | 14-18 aperti tutti i giorni</p>
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		<title>CANTALUPO</title>
		<link>https://www.visit-bevagna.it/item/cantalupo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 11:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il capoluogo, Cantalupo è il paese più grande del Comune di Bevagna. Collocato ad un’altitudine di 204 metri sul livello del mare, a mezza strada tra Cannara e Bevagna e all’incrocio tra il torrente Attone (in origine Lattone) e uno dei percorsi della Via Perugina, Cantalupo è arrivato a contare 1.034 abitanti nel 1951, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il capoluogo, Cantalupo è il paese più grande del Comune di Bevagna. Collocato ad un’altitudine di 204 metri sul livello del mare, a mezza strada tra Cannara e Bevagna e all’incrocio tra il torrente Attone (in origine Lattone) e uno dei percorsi della Via Perugina, Cantalupo è arrivato a contare 1.034 abitanti nel 1951, per poi scendere a 332 nel 2001 e risalire intorno ai 500 nel 2018.</p>
<p>L’origine del suo nome, come quella degli altri nove Cantalupo italiani, è piuttosto misteriosa, e sull’appellativo circolano almeno tre ipotesi: la più fantastica vuole che, in quella zona, quando c’era vento, si sentissero ululare i lupi, e fosse quindi indicato come un posto in cui il lupo cantava, da cui Cantalupo; un’altra fa riferimento ad un toponimo prediale, per cui si potrebbe trattare di <em>castrum Lupi</em>, dal nome di Lupo, discendente degli Antignano; una terza ipotesi, la più suggestiva, considera il luogo come liminale di un vasto territorio dedicato a Giano (Torgiano, Limigiano, Giano dell’Umbria), il cui nome sarebbe derivato da “cantatus lucus”, cioè bosco sacro (allo stesso dio), destinato a trasformarsi da Cantaluco a Cantalupo.</p>
<p>Le sue prime notizie storiche risalgono allo Statuto di Bevagna dell’anno 1500, che in realtà raccoglie e risistema disposizioni di Statuti ben più antichi. Qui Cantalupo viene chiamato in causa ben sette volte come <em>castrum</em>. Ma sulla traduzione del termine è bene intendersi: un <em>castrum</em> collocato in altura può senz’altro trasformarsi in <em>castellum</em> (castello) come nel caso di Castelbuono, oppure consistere in una <em>turris</em> (torre d’avvistamento) come nel caso di Torre del Colle, ma un <em>castrum</em> di pianura va tradotto con termini quali “accampamento fortificato” (non a caso, la sua origine è militare) o, nella tradizione bizantina, a “borgo chiuso”. Insomma, Cantalupo sembra essere stato in partenza un insieme di casupole, disposte in modo conchiuso a ridosso di un corso d’acqua, e non un castello.</p>
<p>All’alba del Duecento è verosimile che nei suoi paraggi sia transitato San Francesco (1181/82-1226) nei suoi spostamenti tra Assisi e la via Flaminia. L’agiografia francescana (Tommaso da Celano, i Fioretti) colloca in proposito in una località nei pressi di Cannara l’episodio della “Predica agli uccelli” di San Francesco &#8211; episodio oggi richiamato da un’edicola sacra in località Piandarca, giusto a poca distanza da Cantalupo. Come hanno osservato storici più accreditati, la ricostruzione di quella “Predica” è probabilmente inventata, mentre non lo sarebbe il transito.</p>
<p>Tra il XVI e il XVIII secolo si compie la trasformazione di Cantalupo da <em>castrum</em> a <em>villa</em> (borgo di campagna costruito intorno a residenze padronali). L’ingentilimento dei suoi costumi è dimostrato da due affreschi, risalenti al Cinque-Seicento, situati nel cuore del paese. Il primo riproduce un’immagine dell’Annunciazione e si trova nel loggiato della casa appartenente oggi ad Eulogio Franceschini. Il secondo, ritrovato in una nicchia all’interno di un’abitazione privata adiacente, mostra al centro la Madonna col Bambino, San Sebastiano e San Rocco. L’immagine di San Rocco, considerato il protettore dei pellegrini e degli appestati, farebbe pensare che nell’area si trovasse un edificio monastico o un ospitaletto anche se non ne rimangono tracce documentate.</p>
<p>Sono però le visite pastorali del Sei-Settecento dei vescovi di Spoleto ad attestare la crescita di Cantalupo come <em>villa</em> sempre più ampia. Da uno dei numerosi documenti dell’Archivio Storico Diocesano di Spoleto, si ricava che la “Villa Cantalupi” fosse dotata di un Monte Frumentario e di ben quattro chiese: Beata Vergine dei Sette Dolori, Sant’Angelo (San Michele Arcangelo), San Biagio e San Giovanni, con l’aggiunta della chiesa dell’Annunciazione in località Montarone. La chiesa della Beata Vergine dei Sette Dolori diventa nel corso del tempo l’odierna chiesa di Santa Maria Addolorata, mentre nel Novecento scompaiono progressivamente i resti della chiesa di San Biagio.</p>
<p>Peraltro, per essere tale, una <em>villa </em>deve poter contare sulla presenza di grandi possidenti. Se sappiamo da ricostruzioni dello stato delle anime di più lunga data che a Cantalupo ci sono almeno due famiglie ricche (i Luccioli Falconieri e i Torti), il settecentesco Catasto Avellani ce lo conferma elencando le numerosissime terre coltivabili e coltivate di proprietà dei Luccioli in una vasta area di pianura e collinare intorno al paese.</p>
<p>Nel corso del XX secolo Cantalupo si sviluppa rapidamente, invertendo, per peso demografico e dimensione urbana, il rapporto con Castelbuono, destinato lentamente ma inesorabilmente a perdere abitanti. L’insediamento collinare si rivela sempre meno funzionale, e la cosa favorisce la maggiore comodità dei borghi di pianura. La crescita di Cantalupo si registra in almeno tre sfere: nell’identità civile, nella coscienza politica e nell’ammodernamento infrastrutturale. Testimonianza della prima sfera è l’impegno dei cantalupesi a onorare i propri morti nella Prima Guerra Mondiale, con una lapide, e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, con un monumento ai caduti di entrambe le guerre.</p>
<p>La vivacità degli scontri politici è destinata a risvegliarsi anche intorno alla passione musicale che nella prima metà del Novecento coinvolge appieno i ceti popolari. Almeno fin dal 1902 si hanno notizie della Fanfara di Cantalupo, composta unicamente di ottoni, nonché di una scuola di musica particolarmente affollata fino al 1926. La Fanfara è il vanto del paese: anima feste popolari e feste religiose, partecipa a matrimoni e funerali, viene invitata a suonare nei borghi vicini.</p>
<p>Nel 1927, in piena era fascista, il giocattolo si rompe. Forse per divergenze politiche (alcuni musicanti erano rimasti socialisteggianti mentre altri avevano aderito al Regime) o solo per questioni personali, si formano due Fanfare: la Fanfara Veloce e la Fanfara Terribile, che svolgono le prove in due cantine differenti. Ma dopo una sospensione dell’istituzione musicale a Cantalupo, nel 1928 la Fanfara riunificata, trasformatasi in Banda, riprenderà l’attività continuando a sopravvivere tra alti e bassi fino al 1958.</p>
<p>Ma è sul piano del senso di appartenenza e della coesione sociale che lo <em>spirito di Cantalupo</em> resiste nel tempo. Nel 1978 si costituisce la Pro Loco di Cantalupo-Castelbuono per la valorizzazione delle bellezze ambientali e artistiche del territorio e per la difesa e la riproposizione delle tradizioni popolari locali. Fin dall’inizio, la sua iniziativa più conosciuta è la <em>Sagra della Lumaca</em>, nata dall’impegno di due appassionati cantalupesi, Giuseppe (Peppe) Pensa e Leonello Tordoni, e dalla fatica generosa e volontaria di moltissime donne, tra cui Giacomina Tamburo. Essa si svolge nell’ultima settimana di agosto (dal 2016 viene proposta anche come “Lumache in inverno”) nell’ampio Centro Polivalente del paese. Come recita il sito della Pro Loco, “la Sagra della Lumaca è diventata un punto di riferimento gastronomico e culturale per la regione ponendosi tra le sue manifestazioni di maggiore interesse grazie alla capacità di trasmettere i valori della tradizione umbra. Dai pochi chili di lumache raccolte dagli abitanti nelle campagne di Cantalupo di Bevagna, oggi, durante la Sagra, si cucinano oltre 80 quintali di lumache. Alla Sagra della Lumaca lavorano oltre 150 volontari del paese e dei paesi vicini e ha un’affluenza di oltre diecimila presenze. Dal 1995 Cantalupo è una delle quindici Città della Lumaca, disseminate in tutta Italia, dalla Sicilia al Piemonte, che hanno come punto di riferimento l’Associazione Nazionale Elicicoltori”.</p>
<p>La Pro Loco, però, non si limita a questo: nel 2010 essa si fa sostenitrice della nascita del Parco della Scultura di Castelbuono, che prende il via sotto la direzione di Paolo Massei e che da allora celebra ogni anno le sue istallazioni nell’ambito della Settimana della Cultura della Pace che si tiene proprio a Castelbuono tra il 25 aprile e il 1° maggio.</p>
<p>Alcuni membri della Pro Loco (in primis, Domenico Lanari) e altri cantalupesi fondano inoltre nel 1988 il “Centro di Solidarietà Ape”. Il Centro, che è gestito da volontari e conta circa 700 soci suddivisi in 280 nuclei familiari, si autofinanzia e raccoglie fondi con lo scopo di aiutare gratuitamente tutti coloro che hanno bisogno di strumenti sanitari in caso di malattie fortemente invalidanti.</p>
<p>Per i bevanati, gli umbri e i buongustai di altre provenienze, il nome di Cantalupo resta oggi associato essenzialmente alla Sagra della Lumaca. C’è del vero in questa percezione, ma non è tutto. Alla metà di agosto di ogni anno, una settimana prima dall’avvio della Sagra, moltissimi cantalupesi (circa 200 tra residenti ed esuli) si ritrovano nel Centro Polivalente per incontrarsi e per pranzare insieme. Più che pensare ai lupi e alle lumache, essi sono lì soprattutto per festeggiare – in una società dispersiva nelle assonanze e negli affetti come quella odierna &#8211; un antico e rinnovato senso di appartenenza. Un’identità collettiva che può apparire perfino inverosimile a chi di Cantalupo non è.</p>
<blockquote><p><span style="font-size: 10pt;"><strong>Segatori,</strong> <em>GRANDE DIZIONARIO DI BEVAGNA</em>, Vol 11 &#8211; pp : 8-9</span></p></blockquote>
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